CINEMA UNIVERSALE D’ESSAI

www.cinemauniversale.it (trailer, info e rassegna stampa)

Tra film di culto, urla verso lo schermo, fumo e vespini in sala, il Cinema Universale è stato un luogo unico per la Firenze degli anni ’70 e ’80. Il film diventava una partitura su cui improvvisare collettivamente, interagendoci con battute, facendolo diventare proprio e rispecchiandoci sogni e ambizioni delle diverse generazioni che si succedevano sulle stesse poltroncine di legno. Non un’improvvisazione jazz: piuttosto un atmosfera più psichedelica (o per alcuni punk) punteggiata spesso da alcol e hashish.

È un viaggio in una storia del cinema molto privata: quella che per almeno tre decenni ha caratterizzato l’identità di una città e di più generazioni: dal cinema di quartiere degli anni ’60, alla fase di contestazione politica intorno al ’77 che intonava cori e slogan su Sacco e Vanzetti o Fragole e Sangue, fino ai film cult degli anni ’80 equamente divisi tra calcio, droga e musica, ma anche tra piccioni che volano in sala durante Birdy, e una vespa che sfreccia in sala durante (pare) Easy Riders.

Una storia raccontata da quella molteplice umanità che ha frequentato quella sala, dai “ragazzi di san Frediano” e del Pignone eredi diretti dei personaggi di Pratolini, ad intellettuali, musicisti, politici giornalisti e artisti: tutti pronti a reinterpretare coralmente la storia del cinema.

 

“È veramente uno di quei casi in cui una storia si trasforma in una leggenda metropolitana e la realtà supera la fantasia: sarebbe impensabile oggi entrare in un cinema, magari in un multiplex, fare cose del genere e essere accolti da un applauso…”

 

“A Firenze, diventata negli anni ’80 la capitale culturale d’Italia, al culmine della contestazione arrivò l’eroina, diventò un cinema “da fumare”, ebbe il suo periodo punk. Ci si andava, con o senza biglietto, per assistere al casino che accadeva in sala più che per vedere un film: giravano piccioni, ranocchi, un tipo che in Vespa circumnavigò la sala, un altro che arrivò in Fiat 500 sino alla biglietteria. Si chiuse nel 1989. Oggi è una discoteca. Con più di 50 testimoni che ne raccontano la storia, è tutt’altro che un documentario incasinato: compatto, scorrevole (montaggio Yuri Parrettini), colonna sonora 1960-90 curata da Stefano (Il Generale) Bettini con Giampiero Bigazzi, brevi animazione a passo uno, fiorentinamente turpiloquente.” (da Il
Morandini – Dizionario dei Film)

“…Il film – chiamarlo documentario è riduttivo, a meno di capire che i documentari ben fatti sono film bellissimi – è molto divertente da vedere, dopo un po’ (dura 73 minuti) si diventa pensierosi, e alla fine si scopre di essersi guardati in un singolare e rivelatore specchio, attori e comparse di una storia famosa e malfamata e deformatissima. Trama di uomini, tanti, e donne, poche, ma memorabili.” – Adriano Sofri

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CREDITS

Scritto e diretto da: Federico Micali
Montaggio: Yuri Parrettini
Animazioni: Giacomo Salizzoni e Francesco Alessandra
Colonna sonora: underground fiorentina anni '70/'80 (Litfiba, Diaframma, Neon, Collettivo Victor Jara, ecc.) curata da Stefano Bettini (il Generale) e Giampiero Bigazzi
2008 – 70’
Prodotto e distribuito da: Navicellai
Prima proiezione: Anteprima Festival dei Popoli – Teatro Verdi, Firenze – novembre 2008
Prima uscita in sala: Politecnico Fandango, Roma – marzo 2009
Canali di distribuzione: sala cinematografica, home video (allegato editoriale),
Lingua originale: italiano
Disponibili versioni sottotitolate in: inglese