Ahmed, 12 anni, campo profughi di Deheishe a Betelemme. Le sue parole disilluse e le sue domande disarmanti trasmettono il senso di impotenza e di rabbia di fronte all’occupazione israeliana e ad un futuro sempre più incerto.
Nato durante in viaggio in Palestina dei due autori dall’incontro con Ahmed, il cortometraggio, premiato in molti festival (tra gli altri Borderland, Magma, Prima Aziz), si muove attraverso un montaggio rapido di Yuri Parrettini che evidenzia i contenuti sovrapponendoli alle immagini dell’occupazione.


