“Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli pigliare un colpo. E migliaia di persone, e tutti a piangere… E corone e telegrammi, bande bandiere, puttane… E militari…” – Gastone Moschin
Diversamente da quanto voluto da Gastone Moschin (Rambaldo Melandri), il funerale del Perozzi, che chiude Amici miei, raccoglie appena poche decine di persone. A distanza di trentacinque anni, Firenze decide di fare il suo omaggio a una delle pellicole nelle quali si sente meglio rappresentata e lo fa girando nuovamente la scena del funerale in Piazza Santo Spirito, questa volta con una partecipazione di oltre mille persone chiamate a raccolta in piazza Santo Spirito per un funerale onirico e surreale.
Ne viene fuori un cortometraggio cui hanno preso parte gli stessi Gastone Moschin e Mario Monicelli (nei panni del Sassaroli), partecipe e commosso di questo omaggio e salace e ironico come sempre nella sua partecipazione.
“Hanno messo insieme un funerale spettacoloso a Santo Spirito a Firenze. È un omaggio al mio film e a me” – Mario Monicelli
Il cortometraggio è stato poi invitato a partecipare alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia, alle Giornate degli Autori.
La massiccia partecipazione spontanea di una città ad un’idea surreale (senza dimenticare gli Hare Krishna, il Circo Nero, La Bande di paese), l’entusiasta coinvolgimento di Monicelli e Moschin, i loro racconti del set di Amici Miei hanno creato i presupposti perchè la storia del corto diventasse un lavoro a sé stante.
L’Ultima Zingarata (un funeralone da fargli pigliare un colpo) è diventato quindi un film documentario distribuito in DVD da Giunti e trasmesso poi su SKY Arte.


